Criteri e tecniche innovative per il miglioramento delle dighe

Anno Costituzione: 2014
Coordinatore: Carlo Ricciardi
Membri del Gruppo: Ezio Baldovin, Paolo Gigli, Francesco Fornari

Le dighe esistenti richiedono interventi di ripristino, miglioramento, adeguamento delle condizioni di sicurezza e di funzionalità.

L’esigenza di tali interventi può essere ricondotta ad “invecchiamento” delle opere, a mutate condizioni sulle conoscenze degli eventi sismici ed idrologici, cui possono associarsi modifiche della regolazione del serbatoio con variazione del volume di invaso e dell’altezza della diga, compresa un’ipotesi di loro incremento.

Gli interventi e le scelte progettuali sono guidate dalla necessità di  salvaguardare la sicurezza e la funzionalità del patrimonio infrastrutturale esistente, tenuto conto dei benefici che si possono conseguire, obiettivo il cui perseguimento è sempre più in primo piano nell’attuale quadro economico.

Il valore residuo di una qualunque opera al termine di un ciclo di esercizio è un concetto cui spesso si fa ricorso in ambito economico finanziario, benché non sempre vengano esplicitati i criteri tecnici alla base di tali valutazioni.

La valorizzazione dell’esistente dovrebbe esplicarsi attraverso una valutazione del contributo che l’esistente stesso, nello stato di fatto dopo anni di esercizio, può fornire  in un quadro di interventi volti non solo a salvaguardare la sicurezza e la funzionalità originarie, ma che contempli anche un loro aggiornamento.

Gli interventi su opere in esercizio sono inevitabilmente condizionati dall’esistente, sia per le scelte progettuali che per le modalità esecutive. Quanto già realizzato, se da un lato costituisce un condizionamento, può rappresentare un valore in termini di contributo che, almeno per quota parte, può conferire alla sicurezza ed al contenimento  dei risentimenti sull’esercizio, nel corso dei lavori integrativi.

La continuità di esercizio, infatti, nei casi in cui è possibile salvaguardarla almeno in parte, rappresenta un beneficio per la società ed un valore economico che può contribuire esso stesso alla attuazione e realizzazione degli interventi.

Per le dighe ed il complesso delle opere che intervengono nella regolazione dei serbatoi artificiali esistenti, le scelte progettuali e lo sviluppo della progettazione, le modalità e le tecniche esecutive, la predisposizione dei piani di controllo per interventi su opere esistenti possono essere del tutto diversi da quelli adottati per opere di nuova costruzione.

La specificità di tali opere e la varietà di combinazioni, in relazione alle loro caratteristiche ed alle condizioni geomorfologiche dei diversi siti, hanno spesso mostrato nelle esperienze pregresse che fin dalla fase di progettazione concettuale sarebbe necessario fare ricorso a  schemi o tipologie di intervento del tutto differenti rispetto a quelli adottati per opere di nuova costruzione.

A partire dalla caratterizzazione dello stato di fatto e dalle scelte progettuali adottate, le  verifiche e gli schemi di calcolo dovrebbero consentire di prendere in conto il grado di eterogeneità degli elementi che comporranno la configurazione finale delle opere, conseguenza delle scelte della originaria fase di progettazione e di quella integrativa da sviluppare.

Anche le tecniche realizzative, che sovente si possono configurare come vere e proprie opere specialistiche, andrebbero selezionate e sviluppate, prestando attenzione al governo di quei parametri che proprio i modelli di calcolo e l’esperienza mostrano come critici.

Le interazioni con l’Autorità amministrativa devono svilupparsi rappresentando con chiarezza gli obiettivi di sicurezza da perseguire, nonché, con la necessaria tracciabilità delle fasi esecutive, il controllo del raggiungimento di tali obiettivi.

La letteratura tecnica riporta numerosi casi di interventi sull’esistente, sia riferiti alla specifica realtà italiana che alla più ampia esperienza internazionale (nella quale sono reperibili esempi di realizzazioni che non troverebbero riscontro nei confini della normativa nazionale).

Si propone un esame di quanto documentato nella letteratura tecnica, con eventuali approfondimenti, che per le varie tipologie di intervento dovrebbe svilupparsi secondo le seguenti linee:

  • Caratterizzazione dello stato di fatto e scelta della soluzione progettuale
  • Criteri di verifica e modellazione numerica
  • Modalità esecutive e grado di affidabilità, valutando il possibile sviluppo di tecniche innovative
  • Valutazione di efficacia degli interventi a fine lavori ed in esercizio tenuto conto delle garanzie richieste

Il GdL terrà conto di quanto già acquisto ed eventualmente in corso di sviluppo da parte del GdL “Riabilitazione delle dighe in Italia”che fornisce una sistematica rassegna dei principali interventi che hanno interessato le dighe italiane, nonché del Gdl “diagnostica delle Dighe”. Nel corso delle attività saranno individuate interazioni anche con gli altri gruppi di lavorio istituiti presso l’ITCOLD.

 

 

Rapporto Finale

Criteri e tecniche innovative per il miglioramento delle dighe

Le opere di sbarramento ed i serbatoti artificiali presenti nel nostro paese possono ritenersi riferibili ad un settore maturo per gli aspetti sia tecnici, sia di gestione e di regolamentazione. La ultra secolare esperienza nella progettazione, costruz …

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