Comportamento delle dighe sottoposte a sollecitazioni sismiche

Anno Costituzione: 2014
Coordinatore: Giovanni Fiore (al 06.2013) - Angelica Catalano dal 06.2013
Membri del Gruppo: Fabio Sabetta, Adriano Desortis, Alessandro Balsamo, Alfredo Rossi, Caruana Rosella, Catalano Angelica Massimo Rescigno

Coordinatore: Giovanni Fiore

Membri:

ing. Rosella Caruana

ing. Massimo Rescigno

 

Partecipanti:

ing. Angelica Catalano

ing. Alfredo Rossi

ing. Alessandro Balsamo

 

Inizio attività maggio 2010

 

Programma:

Il gruppo nel corso della prima riunione del 19/5/2010 ha avviato le attività secondo il programma così sintetizzato:

Per le 218 dighe ricadenti in prima e seconda categoria  sulla base delle coordinate geografiche dello sbarramento, la DG dighe ha determinato i parametri di pericolosità sismica nel rispetto delle nuove “Norme Tecniche per le Costruzioni” di cui al Decreto del Ministero delle Infrastrutture n. 30, del 14 Gennaio 2008 (G.U. n.30 del 4/02/08). L’azione sismica sulle costruzioni è valutata a partire da condizioni ideali di sito di riferimento rigido con superficie topografica orizzontale, ed è definita – così come prevede la norma – da tre parametri. I valori, calcolati mediante la specifica procedura predisposta dall’INGV, (disponibile in rete) corrispondono a 4 differenti periodi di ritorno definiti sulla base di una vita nominale dell’opera pari a 100 anni (valore massimo previsto) e alla IV classe d’uso, adottando quindi per la definizione delle azioni le ipotesi più cautelative previste dal testo normativo.

Non si è ritenuto utile ai fini della classificazione diversificare ulteriormente l’insieme di sbarramenti introducendo la differenza tra le classi, in quanto la più recente norma ha modificato la definizione di “opera strategica” di cui all’Ordinanza PCM 3274 ed ha inoltre previsto tra le costruzioni in classe d’uso II le “Dighe il cui collasso non provochi conseguenze rilevanti”.

Il gruppo di lavoro ha ritenuto che tale elenco di dighe ordinate in funzione della “pericolosità sismica di base” è da considerarsi uno strumento oggettivo per programmare le attività da intraprendere.

In funzione dello stato limite di operatività si stanno analizzando le prime 50 opere verificando dai siti on-line dell’INGV i terremoti risentiti al sito diga, dall’anno di avvio degli invasi, ai dati pubblicati 2002, per il periodo successivo si intende fare riferimento direttamente al servizio sismico nazionale. Contatti in tal senso sono stati già avviati dall’ing. Balsamo Enel dal 2002 al 2009.

Così facendo si selezionano le dighe e gli eventi più significativi e di conseguenza potrà affinarsi la ricerca di eventuali conseguenze sulle opere e/o sugli impianti.

Questa fase ricognitiva è già stata avviata e si pensa di concluderla per le prime 50 dighe entro questa estate. In funzione di tale primo controllo si deciderà se proseguire con le altre opere o se concentrarsi prima sui casi già individuati.

Nel contempo il coordinatore del gruppo sta cercando di acquisire la collaborazione di altri esperti, sia del mondo universitario, che del servizio sismico nazionale della protezione civile.

 

Rapporto Finale

Comportamento delle dighe italiane in occasione di terremoti storici

Le attività del gruppo di lavoro “Comportamento delle dighe sottoposte a sollecitazioni sismiche”  hanno avuto inizio nel maggio 2010 per concordare a grandi linee sia gli obiettivi di primo livello da conseguire nello svolgimento del tema assegnato c …

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